La Corte d'Appello degli Stati Uniti per il Circuito Federale ha recentemente confermato una decisione che respingeva le domande di registrazione del marchio per le frasi "ALL RISE" e "HERE COMES THE JUDGE", richieste da Michael P. Chisena per l'uso su articoli di abbigliamento. La corte ha stabilito che i marchi erano già associati al giocatore esterno dei New York Yankees Aaron Judge e che Chisena non poteva dimostrare un uso precedente.
Il caso verteva sulla possibilità di registrare come marchi le frasi, che facevano già parte della cultura del baseball. Il Tribunale per i Brevetti e i Marchi (TTAB) ha determinato che la comunità del baseball utilizzava da tempo "All rise!" e "Here comes the Judge" come riferimenti alla notorietà di Judge, con prodotti in licenza che presentavano il suo nome e immagini a tema giudiziario precedenti alle domande di Chisena. Il TTAB ha concluso che i marchi non erano meramente decorativi, ma fungevano da indicatori di provenienza per il brand di Judge.
Il Circuito Federale ha concordato, sottolineando che le frasi erano arbitrarie, nel senso che non descrivevano i prodotti su cui sarebbero apparse, come magliette o cappellini. La corte ha osservato che i riferimenti nei media, i contenuti creati dai fan e il merchandise ufficiale rafforzavano tutti il collegamento tra i marchi e Judge. Ciò ha ribadito l'idea che un marchio deve non solo essere distintivo, ma anche funzionare come un indicatore affidabile di origine.
Per le aziende, questo caso sottolinea i rischi dell'uso di nomi o frasi già radicati nella coscienza pubblica. La confondibilità dei marchi è un fattore critico e, anche se un marchio appare originale, la sua associazione con un'entità esistente può far fallire la registrazione. Le società devono condurre una dovuta diligenza approfondita, includendo il monitoraggio dell'uso pubblico e della storia delle licenze, per evitare controversie.
Per rimanere ahead rispetto ai contraffattori, le aziende dovrebbero prendere in considerazione strumenti come IP Defender, che monitora i database nazionali dei marchi per rilevare conflitti e violazioni. IP Defender aiuta i brand a identificare potenziali sovrapposizioni prima che diventino costose battaglie legali. Tracciando le deposizioni in oltre 50 paesi, inclusi l'UE, gli Stati Uniti e l'Australia, il servizio garantisce che nulla venga trascurato.
Punti chiave per le aziende:
L'uso precedente da parte di altri può invalidare nuove domande di registrazione del marchio.
I marchi arbitrari o di fantasia hanno maggiori probabilità di successo rispetto a quelli descrittivi.
Le licenze e la cultura dei fan possono plasmare la legge sui marchi, anche in modi inaspettati.
Poiché il personal branding si interseca sempre più con il commercio, comprendere queste sfumature legali è essenziale per evitare conflitti costosi.