L'Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti (USPTO) ha fatto sempre più affidamento sulla dottrina del "mancato funzionamento" (failure-to-function) per rifiutare la registrazione di marchi, sollevando preoccupazioni significative in seguito alle decisioni della Corte Suprema che hanno abolito i divieti sui marchi "dispregiativi", "immorali" e "scandalosi".
Decisioni della Corte Suprema e il loro impatto
Nel 2017, Matal v. Tam ha smantellato la clausola sul dispregio del Lanham Act, giudicandola incostituzionale ai sensi del Primo Emendamento. Due anni dopo, Iancu v. Brunetti ha invalidato il divieto sui marchi "immorali o scandalosi", sottolineando che le restrizioni basate sul punto di vista sono inammissibili.
La dottrina del mancato funzionamento: una nuova frontiera
Il caso di Erik Brunetti ne è un esempio emblematico. La sua domanda di registrazione per "FUCT" è stata respinta dall'USPTO, che ha citato la dottrina del mancato funzionamento, sostenendo che il termine non fosse percepito come identificatore dell'origine commerciale dopo le sentenze della Corte Suprema.
Prove e argomentazioni
L'USPTO ha presentato prove secondo cui "F***" era utilizzato a scopo ornamentale, sostenendo che i consumatori non lo avrebbero identificato come un marchio, ma come un messaggio informativo. Il Tribunale per i Ricorsi in materia di Marchi (TTAB) ha confermato questo rifiuto, citando l'uso diffuso e la natura ornamentale.
Le controargomentazioni di Brunetti
Brunetti ha contestato la validità della dottrina, sostenendo che venga utilizzata in modo sostanziale in modo improprio, e ha evidenziato incongruenze, rifiuti predeterminati e potenziali doppi standard rispetto a marchi registrati come "LOVE" o "APPLE".
Argomentazioni orali presso la Corte d'Appello Federale: espressa scetticismo
Durante le argomentazioni orali, i giudici della Corte d'Appello Federale hanno espresso scetticismo riguardo all'incapacità dell'USPTO di articolare standard coerenti per il mancato funzionamento, temendo che potesse essere utilizzata come una porta di servizio per rifiutare marchi considerati scandalosi.
Conclusione: una tendenza preoccupante
La dottrina del mancato funzionamento rischia di diventare un metodo surrettizio per eludere le restrizioni costituzionali sui rifiuti basati sul punto di vista. L'assenza di standard chiari e il potenziale pregiudizio sollevano implicazioni significative per il diritto dei marchi, rendendo necessari un esame più approfondito e un possibile intervento legislativo.
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