ISP tutelati dalla sentenza sul porto sicuro del DMCA

Sommario

La sentenza della Ninth Circuit tutela i fornitori di servizi internet (ISP) ai sensi dell'articolo 512(a) del DMCA dalle citazioni in giudizio, confermando che non sono responsabili per le violazioni del copyright generate dagli utenti, in quanto semplici condotti.

Una recente sentenza della Ninth Circuit ha esteso le tutele ai fornitori di servizi internet (ISP) ai sensi della Sezione 512(a) del Digital Millennium Copyright Act (DMCA). Questa decisione conferma che gli ISP che fungono esclusivamente da condotti per il traffico internet sono protetti dalle citazioni in giudizio (subpoena) relative alla violazione del copyright.

Comprensione delle Sezioni del DMCA:

  • Tutela gli ISP che agiscono come semplici condotti, fornendo accesso a internet senza facilitare o ospitare contenuti che violano i diritti d'autore.Sezione 512(a):

  • Si applica agli ISP che indirizzano attivamente gli utenti verso luoghi contenenti materiale che viola i diritti d'autore, andando oltre la mera connessione.Sezione 512(d):

Panoramica del Caso:

Capstone Studios ha cercato di ottenere una citazione in giudizio contro Cox Communications dopo aver affermato che il suo film era stato piratato tramite BitTorrent. Cox ha fornito dati su 29 utenti, ma uno di loro ha sostenuto che la sua rete WiFi aperta era stata utilizzata per il download. Il tribunale ha stabilito che Cox rientrava nella Sezione 512(a), poiché forniva solo accesso a internet senza facilitare la violazione.

Punti Chiave della Sentenza:

  1. Gli ISP ai sensi della Sezione 512(a) non ospitano materiale che viola i diritti d'autore, rendendoli non idonei a ricevere citazioni in giudizio riguardanti le informazioni sugli utenti.Nessun Materiale Illecito sui Sistemi dell'ISP:

  2. Il tribunale ha riconosciuto il ruolo di Cox come condotto, rendendolo immune dalle citazioni in giudizio ai sensi del sottocomma 512(h).Protezione del Safe Harbor:

  3. Gli ISP possono bloccare l'accesso degli abbonati a contenuti che violano i diritti d'autore, ma non possono intraprendere azioni più estese senza violare le disposizioni del safe harbor.Rimedi per la Violazione:

  4. Capstone ha sostenuto che Cox agiva anche come fornitore ai sensi della § 512(d) assegnando indirizzi IP, ma il tribunale ha respinto questa tesi, sottolineando la mancanza di collegamenti diretti di Cox a contenuti specifici.Considerazione sulla Sezione 512(d):

Impatto e Implicazioni:

Questa sentenza sottolinea l'intenzione del Congresso di proteggere gli ISP ai sensi della Sezione 512(a) dal coinvolgimento nell'applicazione del copyright oltre il loro ruolo di condotti. Sebbene semplifichi gli obblighi degli ISP, complica le strategie di applicazione del copyright per i creatori, che potrebbero dover fare maggior affidamento su entità private come i "copyright troll".

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Conclusione:

La decisione della Ninth Circuit evidenzia l'equilibrio tra la protezione dei diritti di proprietà intellettuale e la salvaguardia della neutralità degli ISP. Essa stabilisce un precedente secondo cui gli ISP ai sensi della 512(a) non sono obbligati ad assistere nell'applicazione del copyright oltre azioni minime, riflettendo l'intenzione del Congresso di limitare il loro coinvolgimento nella regolamentazione dei contenuti. Questa sentenza è cruciale per comprendere le responsabilità degli ISP nella lotta alla pirateria e nel plasmare le future strategie di applicazione del copyright.

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